Centro Formazione Permanente – Presentazione 2019

La diagnosi in psicoanalisi si differenzia da qualunque altra diagnosi psichiatrica, psicologica o medica perché tiene conto del transfert: la clinica psicoanalitica è, infatti, una clinica sotto transfert. In psicoanalisi non si fa diagnosi attribuendo al soggetto un’etichetta preconfezionata, ma mettendo in primo piano la dimensione dell’incontro con la sua imprevedibilità. Non si tratta di rifiutare la diagnosi, ma di coniugare gli elementi strutturali che caratterizzano il soggetto con il suo modo singolare di viverci e la sua esperienza soggettiva nell’incontro con l’analista. La diagnosi è necessaria per orientare l’analista sul posto che deve occupare nella cura, ma deve rimanere aperta all’inatteso, disponibile alla scrittura del nuovo: a questo scopo è indispensabile che l’analista sappia dirigere la cura dalla posizione in cui il transfert lo colloca.
La psicoanalisi rileva e studia la presenza del transfert anche nelle istituzioni, soprattutto in quelle psicoanalitiche, dove i resti sintomatici (inanalizzabili) dei membri fanno obiezione al funzionamento istituzionale, costringendo ogni collettivo a ‘trattarli’, pena la propria dissoluzione.
Il CFP ha scelto di dedicare le attività di formazione del 2019 alla tematica del transfert. Per la prima volta avremo con noi cinque analisti ospiti che ci porteranno il loro punto di vista sulle questioni da esaminare. Ognuna delle prime cinque giornate sarà articolata in due momenti: nella prima sessione, cinque casi di psicoanalisi avanzata saranno presentati da un analista e discussi da due colleghi, un membro di Alipsi e un ospite, che approfondiranno lo studio del caso dal punto di vista clinico e teorico; nella seconda sessione, l’ospite e un altro membro di Alipsi affronteranno la questione del transfert nel legame sociale. L’ultima giornata del programma sarà dedicata alla discussione finale e alle conclusioni su quanto elaborato nel corso dell’anno.
Per informazioni: moc.liamg@avitarepoairetergespfc