Bibiana Morales, APJL

Il concetto di “parole imposte” è preso da Lacan come prodotto dell’insegnamento di una delle presentazioni di pazienti che avevano luogo all’ospedale Saint Anne il venerdì. Il caso particolare del sig. Gérard è stato presentato venerdì 13 febbraio 1976. Martedì 17 febbraio aveva luogo il seminario su Joyce. Lacan, all’interno del seminario, ha ripreso la presentazione di pazienti a proposito del sinthomo “parole imposte”. A questo proposito Lacan ha posto una questione importante: “Come mai non sentiamo tutti quanti che delle parole delle quali dipendiamo ci sono imposte, in qualche modo?” Il caso di Gérard, che inizia con un rapporto con la parola sempre più imposto, vira verso la telepatia. Questo permette a Lacan di parlare del rapporto con la parola in Joyce – un rapporto sempre più imposto – e del rapporto del suo sintomo con la telepatia di sua figlia Lucia, come fosse il seguito od il prolungamento delle “parole imposte”. Il rapporto che Lacan stabilisce, tra la presentazione di pazienti ed il seminario su Joyce, ci mostra bene il modo in cui Lacan si lascia insegnare dal soggetto. Il concetto di “parole imposte” è preso come un sapere portato dal soggetto e Lacan raccoglie questo sapere introducendo un nuovo concetto nella sua teoria. Non è Lacan in posizione d’insegnante, ma il soggetto stesso.